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Nell’ottavo volume di Valerio Marinelli dedicato alla mistica Natuzza Evolo, viene riportata questa singolare testimonianza.

Un pellegrino si era recato a Medjugorje per chiedere la grazia per un fratello gravemente malato. Con la malattia iniziò la conversione dei due fratelli. In seguito, tramite la lettura di un libro su Natuzza aveva conosciuto la sua storia ed il conforto che dava alle persone sofferenti, per cui decise di scriverle chiedendo preghiere. Fu però volontà di Dio che il fratello malato morisse il giorno di Natale del 2002, lasciando tutti in una grande sofferenza. La lunga malattia portò ad una conversione profonda all’umiltà e all’accettazione della sofferenza in uno sguardo di fede. Era avvenuta una vera guarigione spirituale.

In seguito tornò a Medjugorje, per ringraziare la Madonna della guarigione spirituale del fratello morto. Egli andava a pregare sulla collina delle Apparizioni e spesso vi andava di notte. C’era pochissima gente e così poteva pregare con tranquillità per le intenzioni che si portava nel cuore. La notte del 20 Settembre 2003, l’ultimo giorno  della permanenza, si recò nuovamente a pregare sulla collina vicino alla statua della Madonna. Pensava di essere solo, il cielo era stellato, e c’era una pace che solo là si può trovare. Guardandosi attorno vide, che c’era un signore seduto vicino alla statua della Madonna, ed anche, vicinissima a lui, una donna piccola di statura, vestita di nero, con un fazzoletto in testa, che pregava rivolta alla statua. Però l’immagine di questa donna stranamente appariva e poi scompariva, per varie volte, sembrava sovrapporsi a quella di quell’uomo, e a un certo punto scomparì completamente. Tornato dal pellegrinaggio chiese ad un responsabile del Cenacolo Cuore Immacolato di Maria di potersi recare a Paravati da Natuzza. Il 15 Ottobre 2003 incontrò Natuzza e le narrò quanto gli era accaduto. Lei, con semplicità come se fosse stata una cosa normale confermò che era lei la signora che aveva visto sulla collina delle Apparizioni.