L’8 settembre ricorre la festa grande della Madonna di Gonare ed il 30 di agosto inizia la Novena con grande partecipazione di popolo.

Alta Reina Singulare, De su Chelu Imperadora, O Soberana Pastora De su Monte de Gonare. In custu monte chi Tue Abitas, alta Segnora, … O diciosu logu in ue Est su tou dignu abitare.

La Madonna in modo prodigioso si è scelta un luogo per sé, una sua dimora nel cuore della Sardegna: il Monte Gonare. Da dove irradiare le grazie e le benedizioni verso tutte le popolazioni da mare a mare, da settentrione a meridione.

Il monte prende il nome da Gonario II di Torres (1113-1182), figlio del giudice Costantino de Lacon – Gunale e di Marcusa de Gunale. Gonario dopo aver consolidato il suo regno con l’aiuto della Repubblica di Pisa, costruì fortezze, castelli, chiese, fu molto amato dalla popolazione. Intraprese diversi viaggi a Pisa, ma soprattutto memorabile è il suo viaggio in Terra Santa per la seconda crociata, a San Martino di Tours e a Clairvaux (Chiaravalle) in Francia, dove conobbe San Bernardo. Nel viaggio di rientro da questi luoghi, con il suo veliero incorse in una furiosa tempesta presso il golfo di Orosei. Il cielo si oscurò, il vento divenne sempre più violento, onde gigantesche sopravanzavano la nave, il fondo del mare si apriva in un abisso, il veliero ruotò diverse volte su sé stesso, era persa la direzione, l’orientamento verso la terra, un’altra onda immensa si abbatté: erano perduti. Tutto l’equipaggio con il vescovo, l’amico Roberto di Tours e i dignitari pregavano. Gonario in un istante vide tutta la sua vita, il lungo colloquio con San Bernardo: la promessa fatta dell’invio di monaci, la fondazione di una nuova abbazia, la profezia sulla sua vita, l’invito a onorare la V. Maria nel suo regno e a invocarla sempre nei pericoli, Respice stellam, voca Mariam (guarda la stella, invoca Maria). In questo frangente di pericolo estremo, in cui le enormi ondate sapevano di morte, Gonario nel cielo buio non vede la stella, ma invoca gridando con tutte le forze, con tutto l’essere alla V. Maria la preghiera di salvare tutti, con la promessa di costruire un chiesa alla Madonna nel primo lembo di terra che avesse visto. Gonario invoca Maria e appare la Stella: il cielo si squarcia discende una luce, la Stella che si posa sulla cima di un monte illuminando la nave e dando la direzione della terra.

Il mare divenuto più calmo consentì l’arrivo sulla terra ferma. La popolazione, saputo dell’evento prodigioso, elevò preghiere di ringraziamento per la salvezza del loro re e dell’equipaggio. Deciso a mantenere la promessa fatta si mise alla ricerca della cima che si era illuminata, arrivato ai piedi del monte incominciò la salita. La tradizione ci narra di Gonario che, mentre sale il monte della promessa, incontra una donna con un bambino in braccio che si accompagna a lui e parla con lui. La donna, stanca della dura salita e per il peso del bambino, si ferma poggiandosi alla roccia in un incavo adatto (s’imbaradorzu); Gonario, intanto, esplora la cima del monte ammirandone la bellezza e l’ampio orizzonte. Rivolgendosi poi alla donna per indicare che quello era il luogo adatto alla realizzazione della promessa, ma si accorge che la donna è scomparsa. Era la Madonna che portava Gesù. Era Lei la luce, la stella del mare, la stella del mattino che lo aveva guidato verso la salvezza. Era Lei che lo aveva accompagnato lungo la salita del monte, indicando il luogo di elezione della sua dimora.