Nostra Signora di Gonare, Orani (NU)

Il santuario di Nostra Signora di Gonare è il più bello e suggestivo santuario mariano della Sardegna, secondo alcuni il più importante.

Immerso in un meraviglioso ambiente naturale, sorge sulla cima dell’omonimo monte piramidale a circa 1.100 metri sul livello del mare, tra i territori di Orani e Sarule. Il monte domina con le sue tre punte tutta la Sardegna centrale e, dalla vetta centrale, la più alta, dove sorge il santuario, è possibile, nelle giornate più terse, scorgere il mare a oriente e a occidente.

È il luogo che la Madonna, in modo prodigioso, ha scelto da sé, per irradiare le grazie e le benedizioni verso tutte le popolazioni della Sardegna. Porta il nome di un principe, ma il nome può essere quello di ciascuno di noi, il luogo dove ciascuno può incontrare la Santa Vergine come guida, maestra e madre che conduce all’incontro con suo Figlio Gesù.

Generazioni dopo generazioni hanno invocato la Vergine di Gonare e sono salite al suo Monte, presentando suppliche, gioie e dolori. Ancora oggi, dopo secoli, i fedeli accorrono, salgono con slancio di fede ed amore alla sua dimora per invocare, ringraziare l’Alta Signora, Madre del Signore, Vergine di Gonare. Innumerevoli sono le testimonianze di grazie, di guarigioni, di riconciliazione: A sos pees tuos benignos/ Benin in custa montagna,/ Cun devossione manna. Anche la Beata Antonia Mesina si recò al Santuario, quando da bambina fu colpita in forma grave dal morbillo che fece temere grandemente per la sua vita. Nello sconforto e disperazione, la nonna, Maria Mesina, incitò alla fiducia ed alla speranza nella Vergine di Gonare e fece la promessa che, se la nipote fosse perfettamente guarita, l’avrebbe condotta al Suo Santuario per esprimere ringraziamento e gratitudine. Fu così che Antonia, la piccola guerriera di Cristo, futura Martire e Beata, si recò al Santuario di Nostra Segnora de Gonare per ringraziare la Madonna dell’ottenuta guarigione.

La Storia

Le origini del santuario di Nostra Signora di Gonare risalgono al XII secolo e sono legate a Gonario (Ardara 1113 – † Clairvaux, 1182 circa) re di Torres, figlio del Giudice Costantino di Lacon e di Donna Marcusa de Gunale.

All’età di circa 40 anni si recò a Gerusalemme per la seconda crociata, poi a San Martino di Tours e a Clairvaux dove conobbe S. Bernardo. Durante il rientro giunto nel golfo di Orosei “incappò col suo veliero in una violenta tempesta che minacciava di sommergere tutti. Allora Gonario fece la promessa di edificare un tempio alla Madonna nel lembo di terra che per primo fosse loro apparso dell’isola, se la Vergine li salvava dal naufragio. La Vergine esaudì la preghiera (si illuminò la vetta di un monte) e la tempesta cessò. Appressandosi alle coste della Sardegna, mentre il litorale era ancora nascosto dalla foschia, una vetta brillava lontana, illuminata dal sole: era la cima del monte che in seguito sarà chiamato di Gonare! La promessa fatta in un momento così solenne fu mantenuta: si trattava soltanto di scegliere il punto preciso dove far sorgere il tempio promesso. La tradizione narra di Gonario che, mentre sale il monte della promessa, incontra una donna con un bambino in braccio che si accompagna a lui e parla con lui. Ad un certo momento la donna è stanca per la dura salita e per il peso del bambino che le dorme sulle braccia e sente il bisogno di sostare e di riposarsi appoggiandosi alla roccia che in quel punto è particolarmente adatto. Mentre la donna si riposa, Gonario esplora la cima vicina del monte, ammirandone le bellezze e l’ampio orizzonte che di là si domina; poi si rivolge alla donna, col gesto e con la parola, come per dirle in confidenza che quello è il luogo più adatto per realizzare la promessa e anche per riceverne l’approvazione; ma si accorge che la donna è scomparsa. Era la Madonna che portava Gesù! Quello, dunque, sarà il luogo prescelto!” (S.E. Mons. Giuseppe Melas ). Tutti i fedeli si recarono sul monte a rendere omaggio a Colei che aveva salvato la vita al loro Giudice. Sulla cima del monte sorse la Chiesa che inizialmente fu di piccole dimensioni e successivamente, circa nel 1608, venne ampliata e portata alle dimensioni attuali, le quali occupano quasi interamente la cima del monte.
Oltre alla tradizione vi sono, seppure pochi, elementi storici sull’esistenza del culto della Madonna di Gonare. Una prima testimonianza storica a disposizione risale al 1341, si tratta di un documento in cui risulta che in quell’anno vi è stato il versamento di una certa somma di denaro da parte del “rectore di Gonare”, citato accanto alle parrocchie di Orani e Oniferi. Un secondo elemento storico risale al secondo cinquecento, il culto della Madonna di Gonare viene citato dallo storico Giovanni Francesco Fara. Un’ulteriore testimonianza storica ci è offerta da un libro di amministrazione della parrocchiale di Orani, che alla data del 9 marzo 1584 riferisce della visita pastorale compiuta quell’anno da Mons. Andrea Baccallar, Vescovo della diocesi di Alghero, alla quale Orani apparteneva. Al 1587 risale, invece, la vecchia campana del santuario con l’iscrizione “Ave Maria Gratia plena – siendo obrero de Santa Maria de Gonare Matias Satta 1587”. Le parole in latino si riferiscono all’Annunciazione fatta dall’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria, che nella liturgia cattolica si ricorda il 25 marzo,giorno della prima festa annuale di N.S. di Gonare. Un altro elemento è costituito dalla relazione della visita pastorale compiuta nella primavera del 1608 da Mons. Nicolò Cannavera, vescovo di Alghero, il quale in tale occasione si recò a Gonare e constatò lo stato di avanzamento dei lavori di ampliamento e restauro del santuario. I lavori si conclusero nel 1619. Anche la data del 27 maggio 1912 è fondamentale per la storia della Chiesa. In quel giorno infatti, Mons. Ernesto Maria Piovella, vescovo di Alghero, alla presenza di una grande folla di pellegrini, celebrò la consacrazione solenne dell’edificio.

Nel maggio del 1958 si sono avuti clamorosi incidenti a Sarule quando il Vescovo di Nuoro Mons. Melas nella chiesa parrocchiale di S. Michele annunziò che a conclusione della Peregrinazione di N. S. di Gonare, che doveva toccare 33 paesi, sarebbe stata incoronata da un Cardinale a Nuoro e non nel suo Santuario. Le proteste degli oranesi e dei sarulesi non valsero a nulla, per cui, mal rassegnati a questo sopruso, si misero d’accordo, rapirono la statua della Madonna e La riportarono alla sua sede legittima e naturale e fissarono il basamento della statua con della calce. Il 28 maggio 1972, alla presenza di tutti i vescovi della Sardegna, e di oltre 50.000 fedeli, il vescovo di Nuoro, Mons. Giovanni Melis, presente cardinal Baggio, celebrò l’incoronazione solenne della Madonna di Gonare presso il Santuario di Gonare.
Per secoli il santuario è stato un importante punto di riferimento della devozione alla Madonna, ma anche un’istituzione economica non trascurabile. Infatti la sua amministrazione comprendeva anche la gestione di un ricco patrimonio di oggetti, terreni e di bestiame tanto da porre dei problemi per la sua amministrazione. E proprio al fine di risolvere tali difficoltà di gestione Mons. Cannavera emana disposizioni minuziose tali da prevedere sanzioni molto severe, compresa la scomunica per chi avesse preso offerte in danaro fatte a N.S. di Gonare. Le quali dovevano essere riposte in una cassetta a tre chiavi situata nel santuario. Inoltre sempre il Vescovo ordina la vendita di parte del patrimonio del santuario per ultimare i lavori del santuario e per i censi. Gonare era ricchissima, in terreni e bestiame, che poi perse via via nel corso del tempo. Nel santuario si trova un antico simulacro consistente in una statua in marmo della Madonna col bambino Gesù, già presente all’interno della chiesa nel 1608, quando il vescovo Nicolò Cannavera fecce il sopraluogo. Si trova inoltre una campana risalente al 1587.

La Salita al Santuario

La strada per salire al Santuario è scavata sulla roccia, ripidissima e dura, ma suggestiva; man mano che si sale il paesaggio si allarga. La strada è segnata dalle tappe della Via Crucis. Nel percorso di salita verso il Santuario vi sono altri punti di devozione, presso i quali i pellegrini si fermano e si appoggiano devotamente; sono i luoghi dove ha sostato la Madonna col Bambino Gesù. C’è su brazzolu (la culla), dove la Madonna avrebbe deposto il bambino: è una pietra della glissade “scivolata”. Le bambine usano scendere scivolando sull’incavo della pietra. S’imbaradorgiu, chiamato il luogo del riposo, un masso solcato da una specie di nicchia a forma di sedile, dove la Madonna si sarebbe seduta per riposarsi. In alto, una piccola fossa indica dove avrebbe poggiato la mano. I pellegrini poggiano devotamente la mano che rimane impolverata per il talco che si produce nella piccola fossa. Sas cumbessías sono costituite da porticati, casette o ripari per i pellegrini. Vi è un nucleo più antico addossato alla chiesa. Le altre, costruite più in basso, presso “sa corte” sono recenti e danno verso la campagna con un panorama amplissimo. Diversi pellegrini, in occasione delle tre feste in particolare per la “festa grande” dell’ 8 settembre, trascorrono un periodo presso le cumbessias.

Le Feste della Madonna di Gonare

La Madonna di Gonare è venerata a Orani e a Sarule (Nuoro). Il santuario appartiene sia alla Parrocchia di Sant’Andrea a Orani che a quella di San Michele Arcangelo a Sarule essendo situato al confine dei due Comuni. Una parte delle mura del santuario appartiene alla parrocchia di Sarule e un’altra a quella di Orani, e lo stesso avviene per la proprietà delle casette circostanti (sas cumbessias). Appartiene alla diocesi di Nuoro ma precedentemente apparteneva, prima alla diocesi di Ottana e poi dal 1503 al 1938 a quella di Alghero. Il Santuario con le sue zone circostanti, ospita le tre feste annuali che vengono celebrate il 25 marzo, l’ultima domenica di maggio e l’8 settembre (la festa grande). La Sagra religiosa, preceduta da un Novenario di preghiere, “gosos” (canti devozionali) e litanie in onore della Vergine, è celebrata ad anni alterni dai rispettivi parroci dei due Paesi. La funzione religiosa del giorno della festa è proceduta dalla via Crucis che si snoda lungo i fianchi della montagna. Il 25 marzo, festa liturgica dell’Annunciazione, è occasione di una festa caratterizzata dalla preparazione di “Su pane e vintichimbe” (il pane del venticinque), il caratteristico pane votivo che viene distribuito ai fedeli ed ai pellegrini che arrivano sul monte. L’ultima domenica di maggio, si celebra la festa dell’Incoronazione della Madonna di Gonare, avvenuta il 28 maggio 1972, vengono celebrate nel Santuario numerose funzioni religiose, con la messa solenne officiata dal Vescovo di Nuoro.
L’8 settembre, invece, ha luogo la “festa grande”. Tale festa secondo una convenzione risalente almeno al XVIII secolo, viene preparata ad anni alterni da Orani e Sarule: negli anni pari è organizzata dal Parroco e dagli abitanti di Orani, mentre negli anni dispari da quelli di Sarule. I giorni che precedono l’8 settembre vengono ufficiate le funzioni della novena, celebrata nel santuario, attira un gran numero di persone che arrivano a piedi seguendo gli antichi sentieri.

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