Nostra Signora di Bonaria, Cagliari

La storia

Nell’ampio piazzale del colle che oggi porta il nome di Bonaria sorgeva un tempo la chiesa di Nostra Signora della Mercede, con annesso il convento dello stesso Ordine. Detto convento fu eretto nel 1324 a spese dell’infante d’Aragona Don Alfonso, in ringraziamento alla Vergine Santissima per la conquista della Sardegna. Quando nel 1335 ascese al trono, ne fece dono ai religiosi Mercedari (Ordine fondato dalla Vergine medesima nel 1218 per la redenzione degli schiavi), annettendovi pure dei terreni circostanti. Sia per la grande devozione che i sardi hanno sempre avuto per la Madonna, sia perché quei religiosi si attiravano la simpatia di tutti, il Santuario era méta di pellegrinaggi e carissimo al cuore di ogni cagliaritano e di ogni sardo. Secondo la tradizione, nel 1370, una nave salpava dalla Spagna per destinazione che oggi non sappiamo e durante la navigazione si scatenò una burrasca che mise in serio pericolo l’equipaggio. Il panico s’impadronì di tutti; perciò il comandante fece alleggerire la nave col buttare in mare tutta la merce. Calata l’ultima pesante cassa, il mare si rabbonì immediatamente e il sole splendette come prima. I naviganti ringraziarono Dio per lo scampato pericolo e istintivamente gettarono uno sguardo a quanto galleggiava sulle onde. Mentre adagio tutto colava a picco, la sola pesante cassa stava sullo specchio d’acqua a distanza di un miglio dalla nave e pareva voler fare cambiare ad essa la rotta e indicarle dove approdare. Volendo rendersi conto di un avvenimento così strano buttarono una scialuppa e tentarono di recuperare la cassa. Ogni sforzo però fu vano: remigando quanto era in loro potere, si accorsero di non aver guadagnato un solo pollice di distanza, poiché la cassa filava in proporzione della loro velocità. La seguirono quindi ansiosi, finché il 25 marzo essa entrò nel mare di Sardegna e approdò al lido di Cagliari, nel golfo degli Angeli, di fronte al convento della Mercede, ove, a distanza, diede poi fondo anche la nave. Di fronte ad un arrivo tanto insolito i cagliaritani accorsero cu­riosi al porto. La loro meraviglia divenne stupore quando seppero dai marinai l’accaduto. Tutto era avvolto dall’interrogativo : non si conosceva a chi appartenesse il baule, chi l’avesse caricato, che cosa contenesse. Si pensò di portarlo a terra per aprirlo, ma non si mosse nonostante gli sforzi di poderose braccia; quando un bambino muto che si trovava tra la folla gridò: «Chiamate i religiosi della Mer­cede, poiché questo carico è diretto a loro». Appena i due Mercedari che stavano in mezzo alla gente scesero in mare la cassa diventò leggera al punto che essi poterono trarla a secco senza fatica alcuna. Dinanzi a questi fatti straordinari i capi della città decisero che la cassa sarebbe dovuta essere di proprietà dei Mercedari: i quali subito la trasportarono nella loro chiesa. Presenti l’Arcivescovo e le più alte autorità cittadine venne scoperchiata: la statua di Maria si mo­strò ai presenti. Tutti caddero in ginocchio dinanzi al prodigioso Simulacro che aveva in mano un cero acceso e un pannolino infuso di sangue nella manica del braccio destro, mentre sul braccio sinistro reggeva il Bambino Gesù. Si cambiò parere: l’Arcivescovo e i capi della città decisero di custodire Maria nella cattedrale; ma Lei non si lasciò smuovere. I prodigi continuarono a manifestarsi giorno per giorno, e tutti i sardi hanno sperimentato e tuttora constatano la bontà di N. S. di Bonaria.

I Papi e N. S. di Bonaria

Nel 1870 il Beato Pio IX decretò la sua Incoronazione che fu fatta nel 24 aprile dell’anno stesso da mons. Giovanni Jacovacci, vescovo d’Eritrea, rappresen­tante il Capitolo Vaticano. Il Papa donò le corone d’oro. Nel 1895 si celebrò il venticinquesimo anniversario dell’incoronazione che riuscì un vero plebiscito di amore verso Maria.
Nel 13 settembre 1907 la Vergine di Bonaria da S. Pio X fu proclamata Patrona Massima della Sardegna, proclamazione festeggiata con solennità religiose e civili (23-30 aprile) nel 1908 con la partecipazione del Legato Pontificio card. Pietro Maffi. Nel Decreto pontificio troviamo queste parole: “La città di Cagliari non solo, ma tutte quasi, direi, le regioni della Sardegna meritatamente godono del patrocinio della Madre di Dio, Vergine di Bonaria, il cui antichissimo Simulacro… già da cinque secoli con pietà sempre più squisita sul colle comunemente detto di Bonaria… si venera nella Chiesa attigua ad un Convento dell’Ordine della Beata Maria della Mercede…
… Sua Santità, accogliendo molto amorevolmente tali supplichevoli desideri… colla sua suprema autorità dichiarò ed elesse a speciale Patrona di tutta la Sardegna presso Dio, la Beatissima Vergine Madre di Dio, sotto il titolo di Bonaria…
Nel 1926, ci fu l’apertura al culto e la consacrazione della nuova chiesa ancora incompleta. La nuova chiesa potrà fregiarsi, per volontà del Santo Padre Pio XI, del titolo di Basilica Minore. In quell’occasione fu ripetuta l’incoronazione della Madonna con nuove corone, in quanto le prime erano state trafugate. Il papa, ricevuta notizia del furto sacrilego, aveva in precedenza offerto un anello prezioso che fu incastonato nella nuova corona.
Nell’Aprile del 1958, in occasione del cinquantenario, si sono tenute nel Santuario di Bonaria solenni ed imponenti feste. Le celebrazioni mariane, a carattere religioso e civile, hanno raccolto in­torno al prodigioso Simulacro gli Arcivescovi e Vescovi dell’isola, il rappre­sentante del Governo on. Antonio Maxia, le autorità regionali, provinciali e comunali e una fitta folla, pittoresca per i vari costumi; celebrazioni chiusesi con la processione in cui la Vergine era sistemata in una barca collocata su un’automobile. Il tutto chiuse un radio messaggio di Pio XII ai sardi: …”Siamo certi che voi… consentirete con Noi, se affermiamo che la Sardegna, a giusto titolo, si può considerare eredità e dominio di Maria e che tale vuol restare nel futuro… “. 
Il 7 dicembre 1960, dopo anni di restauro, si riaprì al culto il Santuario, con la benedizione del nuovo altare Giovanni XXIII, il quale volle essere spiritualmente presente in mezzo ai fedeli, inviando una lettera (3 Dicembre 1970): “Sappiamo immaginare lo spirituale entusiasmo delle buone e laboriose popolazioni della Sardegna, invitate ad onorare con speciale solennità la Vergine Santissima, loro celeste Patrona Massima – quale fu proclamata dal santo Pontefice Pio X di gloriosa memoria ed esultiamo al pensiero delle pie turbe pellegrinanti alla Basilica di Nostra Signora di Bonaria in Cagliari, riportata a splendore di culto e di religioso servizio”.
Il 25 marzo 1970 ricorre il sesto centenario della venuta della Madonna.Il Pontefice Paolo VI volle essere presente ai festegiamenti. Alle 10 in punto del 24 aprile 1970 Papa Montini tocca il suolo di Sardegna. A Bonaria lo accolgono in centocinquantamila. Celebra l’Eucarestia nel piazzale e parla, parla della Madonna, un discorso straordinario che, a detta di teologi insigni, costituisce come il preludio della nuova mariologia. Una frase contenuta nel suo lungo discorso, ha suscitato particolare entusiasmo e interesse nei devoti di Maria: “Se vogliamo essere cristiani, dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale, provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce”.
Nel 1985 Giovanni Paolo II per tre giorni visita la Sardegna (18,19,20 Ottobre). L’ultima giornata culmina con la celebrazione eucaristica nel piazzale antistante il Santuario alla presenza di centotrentamila fedeli. Il Pontefice ricordando la visita di Paolo VI affermò: “E’ il pensiero che anch’io voglio lasciarvi, come ricordo di questo mio pellegrinaggio: la devozione alla Madonna fa parte essenziale dei doveri di un cristiano”.
In occasione del centenario della proclamazione di N. S. di Bonaria a Patrona Massima della Sardegna (7 Settembre 2008), Benedetto XVI si reca in pellegrinaggio a Bonaria, rinnovando davanti ad una folla immensa, l’affidamento della Sardegna alla Vergine Maria. Il Pontefice ha portato in dono una rosa d’oro e una nuova navicella in filigrana d’oro che ha sostituito l’antica navicella d’argento, che ornava il candeliere che la statua reca nella mano destra.

Le feste

Il 25 Marzo, mentre in tutta la Chiesa si celebra l’Annunciazione della Vergine, a Bonaria si ricorda in maniera solenne una data fondamentale della sua storia: l’arrivo prodigioso del Simulacro della Vergine, avvenuto nell’anno 1370. La piccola Chiesa dedicata alla Santissima Trinità e alla Vergine Maria da quel giorno è diventato il Santuario di Nostra Signora di Bonaria.
Il 24 Aprile 1870, in occasione del quinto centenario dell’arrivo della Madonna, il Simulacro della Vergine fu Incoronato durante una solenne cerimonia con decreto del Capitolo Vaticano. In tale occasione il papa San Pio X inviò la sua benedizione apostolica, stabilendo che quello fosse il giorno liturgico per la celebrazione della festa di Nostra Signora di Bonaria.
La prima domenica di Luglio, infine, si celebra la Sagra estiva in onore di Nostra Signora di Bonaria. E’ una festa popolare, nata ad opera di alcuni giovani reduci della guerra combattuta contro gli Austriaci nel 1866. In questa occasione avviene la processione in mare. Il Simulacro della Vergine, Protettrice dei Naviganti, si dirige verso il porto dove viene posto su un rimorchiatore, mentre tanti fedeli, sistemati su altri battelli, seguono l’imbarcazione che porta la Madonna. Insieme fanno un giro nell’ampio golfo degli Angeli. Giunti al largo da un elicottero militare vengono gettate in mare corone di alloro – precedentetnente benedette – in memoria dei caduti di tutte le guerre. Poi il ritorno a Bonaria.