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106° anniversario delle stimmate di Edvige Carboni venerdi’ 14 luglio

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Facciamo memoria della Venerabile Edvige Carboni nel giorno in cui il Signore le donò le stimmate.
Venerdì 14 luglio 2017 ricorre il 106° anniversario della stimmatizzazione della Venerabile Edvige Carboni. Figura eccelsa di amore e di conformazione a Cristo Crocifisso.

Il racconto di Edvige:
“Un giorno , mentre facevo orazione, fui rapita: mi si presentò Gesù e mi disse: ‘Figlia mia, vuoi soffrire?’ Io risposi: ’Sì Signore, per tuo amore voglio soffrire tanto, tanto’; nel mentre Gesù mi si presentò in forma di Crocifisso; dalle ferite di Gesù uscivano raggi di luce e detti raggi vennero a ferirmi le mani, i piedi, la testa, il costato; mi sentii un dolore in tutte le parti ferite che rimasi ore caduta a terra; mi svegliai e vidi che dalle parti ferite mi usciva un poco di sangue con dolore immenso in tutte le parti. Dal giorno mi affezionai a meditare mattino e sera la passione di Gesù; mio Gesù, io dal giorno non desiderai più consolazioni ma solo soffrire per Te, soffrire tanto da dimenticare me stessa e vivere solo per te, o Signore.”

Nata a Pozzomaggiore (SS) il 2 maggio 1880 visse fino a fino a 49 anni nel paese natale e nel 1929 si trasferì nel Lazio per accompagnare la sorella Paolina insegnante nelle diverse peregrinazioni di sede a Marcellina Scalo, Agosta, Serrone nella borgata di La Forma, nel 1934 ad Albano e dal 2 novembre 1938 a Roma in via Camilla 47 dove avvennero molti fatti soprannaturali e dove morì il 17 febbraio 1952. Mantenne sempre un grande attaccamento alla sua terra , alla Sardegna, ma offrì tutto per il compimento della volontà di Dio come le confermò Don Luigi Orione, oggi santo, a cui si era rivolta. I santi portano una dimensione universale, Edvige portò la dimensione di Cristo, evangelica, quella dell’amore per tutti senza distinzioni di situazioni personali o politiche. A Marcellina Scalo beneficò una giovane che, partito il marito per lavoro in America, si mise a convivere con un altro giovane del posto, destando grande scandalo per cui venivano evitati da tutti. Edvige non giudicava, non condannava, ma li frequentava e aiutandoli con grande carità mirava al loro bene spirituale pur in una situazione così difficile. Ad Albano soccorse una giovane che voleva abbandonare il marito disoccupato con la figlio piccolo per mettersi con un altro. Pur di evitare questo disastro contro la legge di Dio, l’aiutò con soldi, privandosi del necessario e patendo la fame. Un esempio cristiano potente di fronte alla distruzione dei matrimoni di oggi, che nasce dal vivere l’amore di Cristo che spinge a soccorrere queste anime. Guardò con occhi di misericordia i comunisti, considerandoli fratelli, aiutandoli in diverse circostanze , soprattutto i poveri operai, pur essendo completamente ostili alla Chiesa, mostrava il volto di Cristo pieno di bontà, tanto che dicevano che se tutti i cattolici fossero come Edvige non esisterebbe il comunismo. Alla sua morte, si presentò un signore comunista che abitava nello stesso palazzo, portando un mazzo di fiori nella stanza di Edvige. Offrì la sua vita per la fine del comunismo e la cessazione delle persecuzioni contro la Chiesa. Ne fanno fede le bilocazioni nelle carceri comuniste in Russia e in Cina. Rendiamo lode al Signore per aver tratto dalla nostra terra una forma del suo amore, così grande ed eccelsa, realizzata in Edvige Carboni. Invochiamo la potente intercessione della Venerabile Edvige.