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Non si è mai sentito che un paziente affetto da miocardite dilatativa, diverse volte in fin di vita, con le pareti del cuore sfiancate, con una capacità respiratoria minima, con una diagnosi che non lascia alcuna speranza, abbia improvvisamente avuto la remissione della malattia. Il cuore non più ingrossato, non dilatato, ma tornato alle dimensioni normali, con le pareti toniche ed efficienti. Un cuore sano, perfettamente funzionante senza alcuna traccia di malattia.

Questa è la storia di Giorgio, assiduo e fedele frequentatore, insieme alla moglie, degli incontri di preghiera degli Amici di Medjugorje in Sardegna. Apprendiamo dalle stesse sue parole questa straordinaria vicenda:”Sono stato un medico dirigente della ASL. Ero un cristiano della domenica, cresciuto nella fede cattolica soprattutto da mio padre che era un fervente credente. Nel lavoro ho sempre avuto una visione cristiana, per questo venivo spesso osteggiato dai collaboratori che mi nascondevano le pratiche, sabotavano il mio lavoro e non perdevano occasione per mettermi in cattiva luce. Con la legge sugli obiettori di coscienza sull’aborto, aumentò l’ostilità. Pretendevano che pubblicassi nei giornali locali l’elenco degli obiettori, cosa che la norma non prevedeva, dovevano rimanere riservati. Mi opposi con grande energia per impedirne la pubblicazione. Così pure quando alcuni funzionari decisero di togliere i crocifissi dagli uffici e dai vari locali. Quando si presentò uno per togliere il crocefisso dal mio ufficio, con tono perentorio gli dissi di non permettersi e che se avesse toccato il crocifisso gli avrei tagliato le mani. Quel dipendente tanto si spaventò che scappò via di corsa. Così il crocifisso è sempre rimasto nel mio ufficio. Le ostilità e i dispetti, per motivi ideologici, sono sempre continuati“.

Giorgio prosegue con la storia della sua malattia:“Anni prima di andare in pensione ho incominciato ad avere una tosse insistente, con accessi che si ripetevano sempre più frequentemente. Incominciai ad avere difficoltà respiratorie che andarono aumentando tanto che anche nel percorrere un breve tratto di strada ero in preda a un grande affanno. Le mie condizioni andavano aggravandosi per cui decisi di fare un controllo generale. Fui ricoverato nell’ospedale INRCA di Cagliari senza alcun beneficio. Mi indicarono un ospedale di Forlì, da dove uscii con la diagnosi di fibrosi polmonare, con enfisema e versamento polmonare importante. La situazione era sempre più grave: bastava fare pochi passi e non riuscivo più a respirare. Pensavo che ormai mi restasse poco da vivere. Un amico mi convinse a fare nuove indagini presso il reparto di cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. Mi avevano sempre assicurato che a livello cardiaco tutto era normale. Tenuta la visita, la dottoressa mi disse:«La devo ricoverare subito, con la massima urgenza, ne va di mezzo la sua sopravvivenza!» Mi fece la diagnosi di miocardite dilatativa che lascia un’aspettativa di vita di pochi mesi. Rimasi un mese ricoverato, mi diedero i farmaci, mi misero un defibrillatore e fui dimesso con la prognosi di sei mesi di vita”.

Nel frattempo Giorgio aveva iniziato a riprendere un dialogo diretto con Dio, intensificava la preghiera e nasceva in lui il desiderio di offrire tutte le sofferenze in espiazione dei peccati. In questa situazione di sofferenza, gli venne il desiderio di recarsi a Medjugorje. “Mia moglie, che mi era stata sempre vicina, non voleva che intraprendessi questo viaggio per la gravità della mia situazione, ero in grande affanno anche per pochi passi. Fermo nella mia decisione mi rivolsi ai Cappuccini di Sant’Ignazio a Cagliari, che avevano in calendario un viaggio a Medjugorje. Ma il viaggio per numero insufficiente fu rinviato per ben tre volte: pensavo che la Madonna non volesse che andassi. Mi capitò allora l’avviso dei pellegrinaggi degli Amici di Medjugorje in Sardegna, mi recai nella sede e conobbi Virginia che mi disse di non temere che mi aveva chiamato la Madonna e che mi avrebbe fatto grandi grazie. Così, con mia moglie, sempre molto preoccupata, facemmo il pellegrinaggio in occasione del Festival dei giovani dal 30 Luglio al 6 Agosto. A Medjugorje è successa una cosa molto particolare. Mentre con mia moglie pregavamo nella chiesa di San Giacomo, in un banco sul lato destro, di fronte alla statua della Madonna, improvvisamente ho sentito una mano leggera che si poggiava sulla mia spalla destra. Mi sono girato per vedere chi fosse, ma non c’era nessuno. Dopo un po’ ho sentito posarsi due mani leggere, delicate, su tutt’e due le spalle: esercitavano una certa pressione. Dissi a mia moglie che sentivo due mani sulle spalle, che cosa poteva essere? Il fatto è durato per un bel po’. Le mani posate mi davano una sensazione di gioia, di benessere, di pace e di conforto”.

La prima meta del pellegrinaggio è stata la salita al Podbrdo, la collina delle prime apparizioni. “Mi son trovato a fare la salita tranquillamente senza fatica e senza affanno alcuno. Questo mi lasciò molto meravigliato e pieno di stupore: stavo bene!”.

Tornato dal pellegrinaggio, Giorgio si sentiva bene e camminava tranquillamente senza affanno.“Sono andato alla visita di controllo medico. Mi hanno detto che stavo bene, che il cuore era tornato nella norma: la forza di contrazione e il gettito del sangue erano nella norma. La dottoressa meravigliata ha esclamato:«Ma è lo stesso cuore?»”. Conclusione dei medici:“Giorgio, non hai più niente, sei guarito!”

Lode alla Regina della Pace che opera meraviglie in mezzo ai sui figli!

N.B.: La fase della malattia e la successiva guarigione sono documentante in maniera esaustiva mediante certificazione medica rilasciata dalla Università degli Studi di Cagliari – Cattedra e Divisione di Cardiologia p.o. l’Ospedale San Giovanni di Dio]

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