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Memoria di P. Slavko Barbaric 14° anniversario della morte (11.03.1946 – 24.11.2000.)
Lunedì 24 novembre l’incontro di preghiera sarà in ricordo e riconoscenza della testimonianza e dell’opera di Padre Slavko, servitore fedele della Regina della Pace.

Dopo aver guidato la Via Crucis e aver fatto il canto davanti alla grande Croce sulla cima del Krizevac, Padre Slavko, mentre si accingeva alla discesa, rendeva l’anima a Dio alle 15,30 del 24 novembre del 2000. Uomo straordinario per fede, per operosità instancabile e amore filiale alla Regina della Pace. Principale animatore spirituale e sociale delle attività della Parrocchia. L’amore per la Regina della Pace lo ho portato a girare tutto il mondo per testimoniare e diffondere il messaggio di pace e riconciliazione della Gospa. Molti ancora ricordano le due venute di Padre Slavko in Sardegna. La prima nel 1990 con testonianze a Cagliari, Nuoro e Sassari e la seconda al termine della guerra in Bosnia. Agli incontri parteciparono folle numerosissime e a Cagliari tutte e due le volte l’arcivescovo mons. O. P. Alberti mise a disposizione per la testimonianza di P. Slavko la Basilica di N.S. Bonaria.

Proponiamo un bellissimo brano dalle istruzioni che Padre Slavko teneva regolarmente ai pellegrini più volte alla settimana. Nel nostro cuore risuona ancora la sua voce.

“La Madonna ci fa responsabili per la pace in questo mondo”

La Madonna ci invita tutti alla riconciliazione e alla pace per tutto il mondo.
In un messaggio ha detto che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre. Io vi dico che la Madonna ci fa responsabili per la pace in questo mondo e noi siamo invitati a lasciarci fare responsabili. Nessuno di noi può dire allora : « Che cosa posso fare io? Non sono un diplomatico, non sono un politico…».
La Madonna ci fa responsabili e forse possiamo anche dire che se ci sono le guerre nel mondo o se le guerre ci minacciano, siamo già responsabili. Infatti, se esistono ancora le guerre e la Madonna dice: «Si possono allontanare con la preghiera e col digiuno»,
noi non abbiamo digiunato e non abbiamo pregato.
E qui si deve discernere una cosa: molta gente, anche tra i sacerdoti e i Vescovi, non discernono il riconoscimento delle apparizioni da parte della Chiesa e il messaggio.
Se qualcuno aspetta il riconoscimento della Chiesa, lo aspetta con noi: anch’io lo aspetto. Ma se qualcuno aspetta il riconoscimento della Chiesa sul messaggio, sulla preghiera per la pace, sul digiuno per la pace, sulla riconciliazione, non fa bene: il messaggio lo conosciamo, è già riconosciuto dalla Bibbia.
Allora in questo momento possiamo guardare al messaggio e vedere che abbiamo bisogno della pace. Chi dice che non ne abbiamo bisogno? Vediamo che ce n’è bisogno. Guardate, la Madonna non è apparsa per lottare per il suo riconoscimento nella Chiesa; è già riconosciuta. Quando ha detto il suo nome non ha detto : « Io sono la Madonna che cerca il suo riconoscimento ». Ha detto : « Io sono la Regina della Pace». «Riconciliatevi». E qui bisogna proprio mettere il punto e discernere le cose: ognuno di noi che ha incominciato a digiunare, a pregare, a riconciliarsi, fa bene, sicuramente fa bene, pur aspettando il riconoscimento della Chiesa. Un’altra cosa è la fede.
Guardate la prima preghiera che ha chiesto è il Credo. Credo significa «cuor dare», abbandonarsi al Signore, credere. Posso dire che una delle mie più profonde esperienze è questa: la nostra fede è una fede superficiale, totalmente superficiale.
Vedo da molta gente che quando dicono « credo » pensano « io so che esiste un Dio », ma se questo Dio ha una parola da dire, ha diritto di parlare nella mia vita, allora non basta sapere che esiste un Dio, come non basta a un bambino che piange dire che esiste
un padre, che esiste una madre. Il bambino sarà calmo quando si troverà nelle braccia del padre o della madre. Così anche la fede significa abbandonarsi, lasciarsi guidare dal Signore. Guardate, ogni preoccupazione angosciosa, ogni essere attaccato a questo
mondo, ogni egoismo, ogni scusa se non abbiamo perdonato, è un
segno per noi che la nostra fede è superficiale. Se la nostra fede è più profonda, se significa per noi un abbandono al Signore, non avremo difficoltà a perdonare, non avremo difficoltà a dividere, a pensare agli altri, ad amare.
Naturalmente tutti coloro che accettano questi fatti hanno incominciato a pregare, a digiunare. (4 settembre 1985 Fra Slavko Barbaric)

“Qui parla il cielo”

Nel mondo, chi può adesso invitarci alla pace?
Se lo fa un politico l’altro non crede alle ‘sue parole, dice : « Forse
è diplomazia ».
Mi sembra di poter spiegare così : qui parla il Cielo. Ancora la parola senza politica e senza diplomazia che può trovare la via diretta al nostro cuore. So che tanti venendo una volta, vengono altre volte. Questo è per me inspiegabile, perché tutti hanno visto che non abbiamo buoni posti per posteggiare, non abbiamo ancora i servizi, non abbiamo buone case per accettare, buoni alberghi… Ma vedo che in un momento, quando si tratta di cose essenziali, questo diventa marginale.
Allora il Cielo parla sicuramente e ci invita. Io posso dire che molta gente, milioni, nel mondo, digiunano e pregano per la pace, sono pronti a riconciliarsi…(5 settembre 1985 Fra Slavko Barbaric)