Messaggio Straordinario (02/04/2012)

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Cari figli, come Regina della pace desidero dare a voi, miei figli, la pace, la vera pace che viene attraverso il Cuore del mio Figlio Divino. Come Madre prego che nei vostri cuori regni la sapienza, l’umiltà e la bontà, che regni la pace, che regni mio Figlio. Quando mio Figlio sarà il Sovrano nei vostri cuori, potrete aiutare gli altri a conoscerlo. Quando la pace del cielo vi conquisterà, coloro che la cercano in posti sbagliati e così danno dolore al mio Cuore materno la riconosceranno. Figli miei, grande sarà la mia gioia quando vedrò che accogliete le mie parole e che desiderate seguirmi. Non abbiate paura, non siete soli. Datemi le vostre mani ed io vi guiderò. Non dimenticate i vostri pastori. Pregate che nei pensieri siano sempre con mio Figlio, che li ha chiamati affinché lo testimonino. Vi ringrazio.

Natuzza Evolo prega sulla collina delle Apparizioni di Medjugorje

Nell’ottavo volume di Valerio Marinelli dedicato alla mistica Natuzza Evolo, viene riportata questa singolare testimonianza.

Un pellegrino si era recato a Medjugorje per chiedere la grazia per un fratello gravemente malato. Con la malattia iniziò la conversione dei due fratelli. In seguito, tramite la lettura di un libro su Natuzza aveva conosciuto la sua storia ed il conforto che dava alle persone sofferenti, per cui decise di scriverle chiedendo preghiere. Fu però volontà di Dio che il fratello malato morisse il giorno di Natale del 2002, lasciando tutti i familiari in una grande sofferenza.

La lunga malattia aveva portato ad una conversione profonda, all’umiltà e all’accettazione della sofferenza in uno sguardo di fede. Era avvenuta una vera guarigione spirituale.

In seguito, il pellegrino tornò a Medjugorje, per ringraziare la Madonna della guarigione spirituale del fratello morto. Egli andava a pregare sulla collina delle Apparizioni e spesso vi andava la notte. C’era pochissima gente e così poteva pregare con tranquillità per le intenzioni che si portava nel cuore.

La notte del 20 Settembre 2003, l’ultimo giorno  della permanenza, si recò nuovamente a pregare sulla collina vicino alla statua della Madonna. Pensava di essere solo, il cielo era stellato, e c’era una pace che solo là si può trovare. Guardandosi attorno vide, che c’era un signore seduto vicino alla statua della Madonna, ed anche, vicinissima a lui, una donna piccola di statura, vestita di nero, con un fazzoletto in testa, che pregava rivolta alla statua. Però l’immagine di questa donna stranamente appariva e poi scompariva, per varie volte, sembrava sovrapporsi a quella di quell’uomo, e a un certo punto scomparì completamente.

Tornato dal pellegrinaggio chiese ad un responsabile del Cenacolo Cuore Immacolato di Maria di potersi recare a Paravati da Natuzza. Il 15 Ottobre 2003 incontrò Natuzza e le narrò quanto gli era accaduto. Lei, con semplicità come se fosse stata una cosa normale confermò che era lei la signora che aveva visto sulla collina delle Apparizioni.

Stabat Mater Andrea Parodi

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Il compianto frontman del gruppo Tazenda, Andrea Parodi, interpreta in sardo lo Stabat Mater.

A seguire, il testo in lingua sarda.

Nadelu, Segnora mia
sezis cussa lastimada
chi giaman Maria?

Mama proite cuades
sa cara bianca che nie
nadenos pro chie?

Sa Segnora nostra ha piantu
totta sa notte a succuttu
mannu es su curruttu.

Su sambene s’est’asciuttu
in sas venas de una rosa
mama dolorosa.

Sas ispinas disattentas
affliggidu han sas intragnas
de su Fizzu ’e Deu.

Ahi, isculta Fizzu meu
salvalu s’omine reu,
perdonalu culpidu.

Amen

Mamas chi fizzos penades
mirade cantu dolore
mortu es su Segnore

Amen, amen.

Dite, Signora mia,
siete quella afflitta
che chiamano Maria?

Madre, perché nascondete
il volto bianco come la neve,
diteci, per chi?

La nostra Signora ha pianto
singhiozzando tutta la notte
è grande il suo lutto.

Il suo sangue si è asciugato
nelle vene di una rosa
madre dolorosa.

Le spine disattente
hanno afflitto le carni
del Figlio di Dio.

Amen

Madri che penate mettendo al mondo i figli
guardate quanto dolore:
è morto il Signore.

Amen, amen.

Messaggio Medjugorje 25 Marzo 2012 Marija

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Cari figli! Anche oggi con gioia desidero darvi la mia benedizione materna e invitarvi alla preghiera. Che la preghiera diventi per voi bisogno affinché ogni giorno cresciate di più nella santità. Lavorate di più sulla vostra conversione perché siete lontani figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Una filiale risposta al messaggio di Medjugorje del 18 Marzo 2012

La nostra Mamma tende la mano a noi, piccole creature; diamole la nostra e stringiamola nella sua, come per dirle: “Prendimi per mano e guidami tu, dolce Mamma. A te io mi abbandono”. E poi seguiamola con amore filiale, ed Ella ci renderà vere figlie del Padre, vere spose del Figlio, vere madri pronte a dare la vita per i figli, veri fratelli/sorelle tra di noi. I mezzi per tale alta santità, a cui ogni battezzato è chiamato a pervenire, sono: “umiltà, preghiera, rinuncia, fiducia assoluta in Dio, conformità alla sua volontà”. Lasciamoci plasmare dalla “piena di grazia” e la luce di santità che trapela da lei si irradierà su di noi.

[Fonte: scritto di Maria Cecilia del Volto Santo, carmelitana scalza]